
di Cesare Re
Qualche giorno fa, ci ha lasciato il grande fotografico italiano Franco Fontana. Non voglio scrivere un post che parli della sua biografia, sicuramente nota agli appassionati di fotografia. Mi piacerebbe, però, condividere con voi un breve pensiero, considerando quella che può essere la sua eredità. La geometria e il cromatismo dei suoi paesaggi si impongono nel mondo della fotografia autoriale, quando la visione dei fotografi era quasi sempre in bianco e nero, con l’argomento, quasi obbligato, del reportage sociale.
L’opera di Fontana si distingue per una capacità unica di sintesi visiva. Che si tratti delle colline della sua Emilia, delle architetture di una metropoli o delle ombre proiettate sull’asfalto nelle sue serie urbane, il suo approccio risponde a poche precise coordinate:
Astrattismo cromatico: Fontana non documenta mai un luogo, lo interpreta in linee e forme , con tagli netti e colori.
Geometria come composizione: Ogni elemento superfluo viene eliminato. Non ci sono elementi di disturbo o dettagli narrativi tradizionali: la scena è tagliata e ricomposta attraverso linee e diagonali
La decontestualizzazione: Nelle sue immagini il cielo può diventare una striscia blu perfetta in alto, e un muro diventa una semplice linea grigia, dove l’unica cosa che conta non è l’identificazione del soggetto, ma la sua forma.
L’eredità per il fotoamatore: 4 lezioni da applicare oggi
Nella composizione fotografica è meglio togliere. Nei miei corsi di fotografia e nei workshop di fotografia di paesaggio, con molta umiltà, cito spesso Franco Fontana, mostrando le sue foto, come esempio di astrazione del soggetto, dove il paesaggio diventa un pretesto per raccontare qualcosa di diverso.
2. Il colore è già di per sé il soggetto
Mentre la fotografia di paesaggio classica predilige il grandangolo per inquadrare molto spazio, Fontana utilizza focali lunghe per comprimere i piani. Questa tecnica elimina la percezione della profondità di campo, trasformando la scena tridimensionale in una composizione bidimensionale quasi grafica.
Un albero non è un albero: è una silhouette scura che spezza una fascia gialla. Un palazzo non è un edificio: è un rettangolo rosso affiancato a un quadrato blu. Abbandonare le etichette logiche degli oggetti permette di scoprire la geometria nascosta in ciò che ci circonda ogni giorno.
Franco Fontana ci lascia una grande lezione di libertà visiva: non serve viaggiare fino ai confini del mondo per scattare grandi fotografie. Basta imparare a isolare le forme e i colori nel nostro quotidiano, trasformando la realtà in una composizione personale e inconfondibile.