Fotografare la natura in modo creativo: mosso, flou, panning verticale, doppia esposizione, bilanciamento del bianco e flash

“NATURA CREATIVA”

Fotografare la Natura in Modo Creativo:

mosso, flou, panning verticale, doppie esposizioni, flash e bilanciamento del bianco

La fotografia di natura e paesaggio non è solo precisa documentazione o espressione dell’occhio del fotografo o del messaggio che si intende comunicare, ma può anche essere un modo personale e particolare di interpretare il soggetto. Quando ci troviamo davanti ad alberi, foglie, fiori o funghi, possiamo scegliere di rappresentarli come appaiono, oppure modificarli e trasformarli “creando” effetti estetici molto diversi, onirici, dinamici, sfocati, soffusi o con dominanti di colore peculiari.

di Cesare Re

La creatività in ripresa in fase di ripresa

Le tecniche utilizzabili per scattare immagini di “natura creativa” sono molte, ne esistono in pellicola, lavorando sullo sviluppo e sulla stampa e anche in digitale, con le infinite possibilità offerte dalla post produzione. In questo articolo, però, mi concentrerò sulle possibilità creative da utilizzare in fase di ripresa. Ovvio, poi, che ogni scatto può richiedere interventi di normale post produzione, o meglio di sviluppo dello scatto, come è consueto in fotografia digitale. Non mi riferisco, però, a modifiche radicali della foto, per lo meno, non in questo testo. Vediamo le tecniche di ripresa e le possibili varianti:

1. Mosso Creativo (Intentional Camera Movement – ICM)

L’International Camera Movement, più comunemente chiamato Intentional Camera Movement (ICM), è una tecnica fotografica creativa che consiste nello spostare deliberatamente la fotocamera durante lo scatto per ottenere immagini astratte, pittoriche e ricche di atmosfera. A differenza della fotografia tradizionale, dove il movimento è un errore da evitare, nell’ICM il movimento diventa una sorta di linguaggio visivo

 

Il classico panning verticale, con un tempo di posa lungo e il movimento della fotocamera, dall’alto verso il basso.

L’effetto ICM si ottiene combinando:

Tempi di esposizione lunghi, con fotocamera su treppiede o mano libera

Movimento intenzionale della fotocamera

Si utilizzano soggetti idonei ad una resa astratta: foreste, alberi, case, paesaggi

La fotocamera registra, quindi, tracce di movimento, trasformando la scena in linee, scie e forme morbide e soffuse

Ok! Non è un’imagine di “Natura Creativa”, ma un paesaggio urbano, fortemente e volutamente mosso. Fotocamera Fujifilm XT 2, con Fujinon 27 mm 2.8. La leggerezza di questa mirrorless aiuta molto, per immagini di questo genere.

Impostazioni della fotocamera per l’ICM

Effetto pastello, ottenuto col movimento della fotocamera e tempo di posa lungo. Tipologia di scatto decisamente empirica. Prova e riprova! L’idea prima di scattare, però, era proprio questa.

Modalità

M (Manuale): migliore controllo su tempo e diaframma

Priorità di tempi o di diaframmi: imposti il tempo e la fotocamera regola il diaframma. Alla fine, però, io ho il cervello in priorità di diaframmi. Consiglio sempre, quindi, di scegliere il diaframma, in modo da poter controllare la profondità di campo. Vero che, in caso di ICM non ha molto senso, perchè non si ricerca la nitidezza, però, il mio cervello funziona così. Se, però, volete usare la priorità di tempi, per questa volta, vi perdono…

Filtri ND: per allungare i tempi di posa, quando c’è molta luce. Possono essere utili, ma non certo indispensabili, se siamo noi a muovere la fotocamera. Se il tempo di posa è piuttosto veloce, perchè la luce è molta, basta muovere la fotocamera più velocemente. Se, invece, vogliamo catturare il movimento di un albero o di fiori dovuto al vento, ecco che allora il filtro ND diventa importante. Si piazza la fotocamera sul treppiede e si scatta nel momento in cui sopraggiunge la folata di vento. Se con gli iso più bassi possibile e con diaframma chiuso il tempo di posa conseguentemente non è abbastanza lungo, perchè c’è troppa luce, basta utilizzare un filtro ND che toglie ulteriormente luminosità. Per approfondire l’utilizzo e la tipologia dei filtri ND, ti consiglio di vedere questo articolo:

Ho parlato anche dei FILTRI ND su FotoPerCorsi.

Tempo di esposizione

Il parametro fondamentale è il tempo di posa lungo. I tempi segnalati sotto sono puramente indicativi. Dipendono, ovviamente, dalla velocità di movimento della fotocamera e / o del soggetto.

Da ¼ di secondo sino a 1secondi: movimenti più definiti, linee leggibili

Da 1 secondo sino a 5secondi: effetti più astratti, morbidi e pittorici

Più di 5 secondi: scie molto marcate, ideale per luci notturne, o qualsiasi diavoleria mossa vi venga in mente

Diaframma e iso

Si usano in genere iso bassi e diaframmi chiusi, in modo da catturare meno luce possibile e ottenere tempi di posa lunghi. Ovvio, se si scatta si notte o con poca luce, può essere necessario usare iso più alti e diaframmi più aperti, altrimenti avremo tempi di posa veramente troppo lunghi.

Stabilizzazione

Stabilizzazione OFF

meglio togliere lo stabilizzatore che potrebbe influire sul movimento della fotocamera, come per esempio per il panning, anche se alcune ottiche e fotocamere dovrebbero riconoscere il movimento orizzontale di questa tecnica.

Le principali tecniche di movimento

Movimento verticale della fotocamera

Perfetto per:

Foreste

Prati

Linee architettoniche

Muovi la fotocamera dal basso verso l’alto, o viceversa, con un gesto fluido e armonico.

Movimento orizzontale (panning creativo)

Ideale per:

Paesaggi marini

Città e skyline

Campi e orizzonti

Mantieni un movimento laterale costante ottenendo strisce morbide e orizzontali.

Si, mi rendo conto. Questa deve proprio essere spiegata. Mare in movimento (tanto, tanto movimento) orizzontale.

Rotazione

Rotazione fisica della fotocamera.

Ruota la fotocamera attorno all’asse della lente.
Ottimo per:

Luci notturne

Alberi e natura

Soggetti centrali con simmetria

L’effetto crea vortici e traiettorie circolari.

Esempio di movimento, o meglio di una delle tante tipologie di movimento, della fotocamera.

 

Zooming ICM

Muovi la ghiera dello zoom durante l’esposizione.

Ideale con:

Luci urbane

Soggetti centrali

Pattern architettonici

Risultato: linee che convergono o divergono dal centro dell’immagine.

Muovere lo zoom, dalla focale lunga a quella corta, oppure viceversa. Il tempo di posa deve essere lungo. Quanto lungo? Dipende dalla velocità con la quale muovete la ghiera dello zoom. Ho pubblicato alcune foto simili a questa, anche su riviste di carta patinata. Una come apertura di una sezione dedicata al trekking, per esempio, visto che gli scarponi sono identificabili. La parte in centro del soggetto rimane più visibile.

Shake controllato

Sembra il nome di un cocktail, in realtà significa praticare vibrazioni controllate della fotocamera, per ottenere una sorta di pattern. In effetti, in alcuni casi, anche ubriacarsi può favorire il mosso della fotocamera, ma è sbagliato e non consigliabile, perchè non sarebbe un mosso controllato, ma solo involontario.

 

2. Effetto Flou in Ripresa

Il flou creativo non è sfocatura accidentale, ma un effetto morbido e sognante, ottenuto già in fase di scatto, senza filtri digitali, in questo caso.

Effetto Flou. Si può ottenere con un filtro apposito, sfocando leggermente, alitando su filtro uv e anche in altri curiosi modi che non citerei. Anche con una sapiente doppia esposizione, per le fotocamere che prevedono questa funzione, si ottengono risultati interessanti. Tutta l’immagine ha un effetto flou. Sul primo piano è ancora più evidente, visto l’utilizzo di una focale di 300 mm e di un diaframma aperto (f4) che riduce la profondità di campo.

Metodi in ripresa

Fuoco leggermente spostato

Focheggiare qualche centimetro davanti o dietro il soggetto.

Ideale per fiori e foglie con toni pastello.

Diffusione naturale

Fotografare attraverso:

fili d’erba

petali

vetri appannati

ragnatele o vegetazione molto vicina alla lente

La parte fuori fuoco in primo piano crea un bagliore diffuso.

Condensa o leggero velo sul filtro UV

Con estrema cautela, un soffio caldo può creare una patina temporanea morbida.

Evitare liquidi e pulire subito dopo.

Si scattano due foto modificando alcuni parametri tra la prima e la seconda foto.

Effetto Flou un doppia esposizione

Si scattano due foto modificando alcuni parametri tra la prima e la seconda foto, come spiegato nel capitolo successivo.

Doppia esposizione con effettone flou. Cambio di messa a fuoco, tra uno scatto e l’altro. Se la foto sfocata è la seconda, l’effetto è più marcato. E’ anche possibile scattare la prima foto con diaframma chiuso e la seconda con diaframma aperto. Si, lo so. E’ un pò “zarra” e decisamente poco naturale.

3 Doppia Esposizione in Camera

Molte fotocamere moderne dispongono della funzione Multiple Exposure (esposizione multipla), che permette di unire due (o più) scatti in un’unica immagine direttamente in macchina.

Doppia esposizione on camera.

Come utilizzarla al meglio

Attivare la modalità doppia esposizione

Cerca sulla tua fotocamera la modalità doppia esposizione.

Accostare elementi diversi

Trama di foglie + silhouette di un tronco.

Primo piano di un fiore + struttura di un fungo.

Dettaglio macro + paesaggio sfocato.

Stesso soggetto sovrapposto due o più volte

Lavorare sulla composizione

Il primo scatto crea la base.

Il secondo aggiunge texture, linee, sovrapposizioni.

Suggerimenti

Usare sfondi semplici per non creare confusione.

Evitare soggetti troppo contrastati nella prima esposizione.

Visualizzare sempre l’anteprima per guidare il secondo scatto.

4 Mischiare più tecniche nello stesso progetto

E’ possibile mischiare diverse tecniche:

ICM + doppia esposizione
Un mosso verticale degli alberi come base, con una seconda esposizione di foglie macro o una seconda esposizione, usando il flash seconda tendina

Flou + panning
composizione con linee nette e precise e seconda esposizione con filtro flou oppure variando la messa a fuoco, con un leggero sfocato.

Panning Verticale + Flash

Flash sincronizzato sulla seconda tendina, in modo che il lampo parta dopo il movimento.

Flou + ICM
Uno stile pittorico che ricorda Monet, ideale per boschi e prati.

Panning verticale, con colpo di flash sulla seconda tendina, in modo che il lampo parta dopo il movimento della fotocamera. I soggetti non illuminati dalla luce flash rimangono mossi, quelli illuminati dal flash, invece, risultano fermi.

 

5 Sfondi brillanti e rilucenti per la macro

Si mette sullo sfondo ravvicinato qualcosa di riflettente, tipo carta stagnola oppure superfici metalliche.

Su illumina lo sfondo con illuminatori o flash.

Si possono utilizzare gelatine colorate per modificare le tonalità della luce.

Lo sfondo metallico e rilucente, viene illuminato con illuminatori o flash, magari anche con gelatine colorate, per introdurre dominanti. Nikon D850; Micro Nikkor 105 2,8 AFD. Treppiede. Illuminatori sullo sfondo.

 

Come per la foto precedente, ma lo sfondo è illuminato da fonti di luce con gelatine di colore diverso.

6 Gelatine colorate per flash e bilanciamento del bianco

Qualsiasi sia il soggetto illuminato dal flash è possibile utilizzare gelatine colorate per modificare la tonalità della luce e anche il colore del soggetto stesso, come in questo articolo sul mio sito: Foglia dorata e gocce d’acqua

Flash sulla seconda tendina, tempo si posa lungo, come nella foto precedente. Una gelatina fuxia ha modificato la tonalità del flash. Dove il lampo non arriva, gli alberi sono mossi e non risentono della dominante colorata.

 Modificando il bilanciamento del bianco della fotocamera, mentre si usa il flash, si possono ottenere diversi risultati interessanti, come nel caso dei girasoli, qui sotto, di colore giallo naturale, con lo sfondo, però, azzurrognolo.  

Il bilanciamento del bianco è stato settato su tungsteno. Il flash, però, arriva sul primo piano e illumina, con la sua luce, i girasoli. Dove il lampo non arriva, sullo sfondo, il colore è determinato dall’impostazione del bilanciamento del bianco per la luce artificiale e, quindi, rimane azzurrognolo. Se non ci fosse il flash, anche i girasoli, sarebbero violetti.

7 Elucubrazioni

Progettare l’idea prima dello scatto: la creatività nasce dalla visione, non dal caso.

Scatto empirico : queste tecniche richiedono sperimentazione continua e uno scarto piuttosto alto, sino ad ottenere lo scatto desiderato e previsualizzato. Anche se il buon Ansel Adams mi tirerebbe in testa il suo banco ottico sentendo, nello stesso articolo, le parole “previsualizzato”, “scatto empirico” e “mosso creativo”

Continuare a sperimentate: gli errori in fotografia creativa sono fonte preziosa di idee. A volte si cambia idea durante lo shooting stesso.

Scattare in maniera coerente. E’ vero che questo genere di fotografia è molto empirico, però, lavorando in serie e cercando di ottenere scatti legati gli uni agli altri, è possibile scattare seguendo un filo logico.

Se scattate una foto mossa per sbaglio, si vede. Non cercate di spacciarla per una cosa voluta!

 

PRONTI A SPERIMENTARE?

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