La Scelta dell’Obiettivo Macro per la Fotografia Naturalistica

Per fotografare fiori, funghi, cortecce, insetti e texture serve l’ottica giusta

di Cesare Re

La fotografia macro è una delle discipline più affascinanti della fotografia naturalistica. Ogni anno tengo parecchi corsi e workshop di macro fotografia, nel Parco del Ticino, dove vivo. La fotografia macro consente di entrare nel mondo delle piccole cose, “le piccole grandezze della natura”, a volte svelando particolari quasi invisibile ad occhio nudo. Il Parco del Ticino offre molti spunti, sempre diversi a seconda della stagione: germogli, fiori e insetti, in primavera; funghi, muschio e texture, con la luce dura e intensa dell’autunno. La scelta dell’obiettivo macro è un elemento molto importante, sia per tipologia, sia per focale.

Cosa significa obiettivo macro?

Un vero obiettivo macro è progettato per offrire un rapporto di riproduzione di 1:1 (o maggiore), ovvero la possibilità di registrare sul sensore un soggetto delle stesse dimensioni reali. A differenza di un normale obiettivo con funzione “macro” simulata, un macro dedicato garantisce nitidezza elevata, distorsione minima e un controllo preciso della messa a fuoco a distanze molto ridotte. E’ progettato, infatti, per lavorare al meglio alle brevi distanze, ma può essere utilizzato con risultati eccellenti anche all’infinito, o per altri scopi, anche a seconda della focale. Da tenere presente che un obiettivo zoom, con semplice funzione macro non è una vera ottica macro.

Quale lunghezza focale scegliere?

Gli obiettivi macro si dividono principalmente in tre categorie di lunghezza focale, ognuna con vantaggi specifici a seconda del soggetto naturale da fotografare: macro “normali”, medio-tele, teleobiettivi.

Nella foto sopra: Micro Nikkor 105mm 2,8 afd; Tamron 90mm macro; Micro Nikkor 70-180mm 4,5/5,6 afd; Micro Nikkor 60mm 2,8 af. Tutte ottiche per fotocamere reflex, tutte in grado di raggiungere il rapporto di riproduzione di 1:1. Il realtà il rapporto di riproduzione del 70-180 è leggermente inferiore a 1:1.

Il Venus Optic Laowa 15mm f/4 macro 1:1 costituisce una curiosa eccezione (foto sopra). E’ un super grandangolare ed è pure decentrabile, tra l’altro. Consente un rapporto di riproduzione di 1:1 e una visione molto inconsueta, rispetto a ottiche macro di altra focale. Ne ho parlato approfonditamente in questo apposito articolo: Il Laowa 15mm f/4 Wide-Angle 1:1 Macro Shift: un vero obiettivo macro grandangolare. 

Macro normali (50–60 mm)

Ideali per fiori, cortecce e texture.

Vantaggi: leggeri, compatti, consentono di lavorare a mano libera, con le dovute precauzioni.

Limiti: distanza di lavoro ridotta (6–10 – 15 cm dal soggetto), quindi non ideali per insetti facilmente indotti alla fuga. Lo spazio ridotto tra soggetto e ottica rende meno semplice illuminare il soggetto.

Esempi reflex: Nikon 60mm f/2.8G Micro, Canon EF 50mm f/2.8 Macro, Sony FE 50mm f/2.8 Macro.

Esempi mirrorless: Nikkor Z MC 50mm f/2.8 (Full Frame / APS-C) — 1:1, Nikkor Z DX MC 35mm f/1.7 (APS-C) — 1:1. Canon RF 35mm f/1.8 Macro IS STM (Full Frame / APS-C). Sony FE 50mm f/2.8 Macro (Full Frame) — 1:1. Olympus M.Zuiko 30mm f/3.5 Macro — 1.25:1. 

Macro medio-tele (70-90–105 mm)

La scelta più versatile e bilanciata per la maggior parte delle situazioni naturalistiche. Se volete munirvi di un solo macro, consiglio vivamente una focale di questa categoria.

Vantaggi: ottimo compromesso tra distanza di lavoro e portabilità, sfocato piacevole, spazio per frapporre tra lente e soggetto flash o illuminatori. Ideale anche per fotografia di ritratto.

Ideali per: funghi, fiori isolati, piccoli insetti e soggetti statici in ambienti boschivi.

Esempi – reflex: Tamron 90mm f/2.8 Di VC USD, Nikon 105mm f/2.8 VR, Canon EF 100mm f/2.8L IS Macro, Sigma 105mm f/2.8 DG DN, Sigma 100mm f/2.8.

Esempi mirrorless: Nikkor Z MC 105mm f/2.8 VR S (Full Frame) — 1:1. Laowa 85mm f/5.6 2x Ultra Macro APO — 2:1 (Super Macro manuale). Canon RF 100mm f/2.8L Macro IS USM (Full Frame) — 1.4:1, con controllo dell’aberrazione sferica (bokeh). Sony FE 90mm f/2.8 Macro G OSS (Full Frame). Sigma 105mm f/2.8 DG DN Macro Art — 1:1. OM System M.Zuiko 90mm f/3.5 Macro IS PRO — 2:1. Panasonic Lumix S 100mm f/2.8 Macro — 1:1. 

Macro teleobiettivi (150–200 mm)

Progettati per i soggetti più elusivi, come farfalle, libellule e insetti in movimento, perchè consentono di scattare da più lontano.

Vantaggi: maggiore distanza di lavoro (20–30 cm o più), eccellente separazione dello sfondo.

Limiti: più ingombranti e costosi, spesso richiedono treppiede o monopiede per la stabilità.

Esempi reflex: Sigma 180mm f/2.8 Macro OS, Canon 180mm f/3.5L Macro, Micro Nikkor 200 f/4 af.

Esempi mirrorless: ad oggi, non sono molte le ottiche tele – macro per mirrorless. Suggerisco, in caso, di utilizzare obiettivi per reflex, con gli appositi adattatori. Per esempio: Sigma 150mm f/2.8 EX DG OS HSM Macro (Attacco Nikon F / Canon EF), Tamron SP 180mm f/3.5 Di LD Macro (Attacco Nikon F / Canon EF / Sony A), Canon EF 180mm f/3.5L Macro USM (Attacco Canon EF), Nikon AF-Micro-Nikkor 200mm f/4D IF-ED (Attacco Nikon F)

Focale equivalente su APS-C e Micro 4/3

Per comprendere la “Focale Equivalente” su sensori APS-C è necessario moltiplicare la focale full frame per 1,5 (Nikon, Fujifilm, per esempio) oppure per 1,6 (Canon, per esempio), a seconda delle marche. Per il micro 4/3, invece, il fattore di moltiplicazione è di 2 (Per esempio Panasonic e Olympus, oggi denominata OM System).

Stabilizzazione, autofocus e nitidezza

Nella fotografia macro, la profondità di campo è estremamente ridotta, e anche la minima vibrazione può compromettere la nitidezza.

Stabilizzazione ottica (IS/VR/OSS, e chi più ne ha, più ne metta, a seconda delle marche): utile per scatti a mano libera, ma meno efficace alle distanze ravvicinate.

Autofocus: nei macro veri, l’autofocus è spesso lento perché deve coprire un ampio range di messa a fuoco, dalla minima distanza, all’infinito. Scattando a distanza ravvicinata è preferibile la messa a fuoco manuale, su slitte micrometriche o cavalletto.

Nitidezza: i macro sono tra gli obiettivi più incisi in assoluto, ma la resa varia con il diaframma, concetto valido per tutte le ottiche.

Una fotografia del cavolo! Nel senso che, quello sopra e tutto colorato di fucsia, è un cavolo ornamentale, ottimo soggetto per macro invernali, quando non ci sono fiori spontanei. Ho parlato di fotografia del cavolo, anche sul mio sito personale. 

Luce e accessori

Come specificato, in precedenza, utilizzare ottiche che garantiscono un buon ingrandimento, con una maggiore distanza di messa a fuoco dal soggetto, consente di frapporre tra fotocamera e soggetto, flash e luci accessorie.

Spesso in macro fotografia si utilizza la luce artificiale e alcuni accessori:

Flash anulare per un’illuminazione uniforme.

Flash da slitta che consente di orientare il fascio di luce, posizionando il lampeggiatore staccato dalla fotocamera

Diffusori e pannelli riflettenti per ammorbidire le ombre.

Treppiede e slitta micrometrica per composizioni precise e focus stacking.

Quindi, che ottica scegliere?

La scelta dell’obiettivo macro dipende dallo stile del fotografo e dal tipo di soggetti preferiti.

Per fiori, funghi e texture, un 60mm (FX; o similari) è pratico e leggero.

Se prediligi la versatilità e intendi utilizzare un solo obiettivo, una focale come 90 o 100mm (FX) è l’ideale, un po’ per tutti i soggetti.

Se il tuo obiettivo sono gli insetti in libertà, punta su un 150–200mm per una distanza di lavoro più comoda.

Trovo anche opportuno ricordare che l’ottica macro è un investimento decisamente duraturo. Io, sulle mie reflex Nikon, tra gli altri, continuo ad utilizzare il Micro Nikkor 105mm 2,8 afd, acquistato usato nel 1998 e il Micro Nikkor 60mm 2,8 af, acquisito usato nel 1996. Fate voi i conti…personalmente, mi sento di dire che ho decisamente ammortizzato l’acquisto di entrambi. Una piccola menzione merita anche il Micro Nikkor 70-180mm 4,5/5,6 adf: ho specificato che non esistono veri zoom macro, ma solo zoom, con funzione macro. Questa ottica, invece, rappresenta l’eccezione che conferma la regola. E’ l’unico vero zoom macro. Purtroppo Nikon ha deciso di non aggiornare questa ottica, soprattutto considerando l’avvento e la diffusione delle mirrorless. E’ vero che si può utilizzare con l’apposito anello adattatore, ma senza l’autofocus, visto che è sprovvisto di motore di messa a fuoco interno. Comunque, se vuoi approfondire, ho parlato di questo obiettivo qui: Nikkor AF 70-180mm f/4.5-5.6D Micro: unico zoom veramente macro. 

 

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