Fotografare i fiori del Parco del Ticino

Nikon D850; Micro Nikkor 105 2,8 afd. Iso 100; f16; 1/30. Scilla Bifolia.

I fiori spontanei: piccoli e grandi protagonisti del sottobosco

Il Parco del Ticino è un vero paradiso per chi ama fotografare i fiori, soprattutto in primavera, quando il sottobosco si trasforma in un mosaico policromo. Tra le specie più affascinanti che si possono incontrare troviamo la pervinca, il dente di cane, le campanule, i bucaneve e molti altri. Questi fiori spontanei, spesso di dimensioni ridotte e immersi in ambienti complessi, rappresentano soggetti ideali per esercitare tecnica, sensibilità, composizione e scattare buone fotografie. 

Tecnica fotografica 

Per approfondimenti più precisi e specifici sulla tecnica fotografica, puoi dare uno sguardino qui: 

Macro Fotografia

Profondità di Campo

Gruppo di pervinche. Messa a fuoco sul primo piano, fotocamera poggiata a terra, profondità di campo estesa.

Profondità di campo: estesa o selettiva?

La gestione della profondità di campo è una delle scelte creative più importanti nella fotografia di fiori e nella macro fotografia, in generale.

Una profondità di campo estesa consente di mantenere nitidi sia il fiore che parte del contesto, utile quando si vuole raccontare l’ambiente naturale.

Una profondità di campo limitata, invece, permette di isolare il soggetto con uno sfondo morbido e sfocato, valorizzando forme e colori.

Nel sottobosco del Ticino, spesso caotico visivamente, la riduzione della profondità di campo aiuta a separare il fiore da rami, foglie e detriti e far sì che l’occhio dell’osservatore si concentri sul soggetto, il fiore, senza essere distratto dallo sfondo.

Punto di ripresa con treppiede vicino a terra. Nikon D800; Nikkor 20-35 2,8 AFD. f11; 1/30; iso 100.

Tempo di posa e stabilità

Anche se si lavora su soggetti statici, il tempo di posa di sicurezza resta fondamentale, specialmente con focali lunghe, in condizioni di luce scarsa o in presenza di vento. Anche una leggera brezza, in macro – fotografia, sembra quasi una bufera. 

Tuttavia, nella fotografia macro, si lavora frequentemente con:

cavalletto

talvolta abbinato a slitta micrometrica che consente di mettere a fuoco il soggetto spostando l’insieme fotocamera obiettivo, avanti e indietro, senza toccare la messa a fuoco che si è selezionata prima. 

Questo consente regolazioni millimetriche del punto di fuoco, essenziali quando si lavora a rapporti di ingrandimento elevati.

Un dettaglio spesso sottovalutato: il cavalletto ideale deve poter abbassarsi fino a terra, o quasi. Molti fiori spontanei crescono a pochi centimetri dal suolo, e lavorare alla loro altezza è fondamentale per ottenere immagini naturali e coinvolgenti.

Illuminatore, obiettivo per microscopio, con adattatore (quello grigio) e slitta micrometrica, quella con i pomelli rossi.

La scelta dell’obiettivo

Obiettivo macro

È lo strumento principe per fotografare i fiori da vicino. Permette di:

  • evidenziare dettagli invisibili a occhio nudo
  • lavorare con precisione sulla messa a fuoco
  • ottenere sfondi soffusi, limitando la profondità di campo

Grandangolo

Spesso trascurato, consente di:

  • ambientare il fiore nel paesaggio
  • raccontare il rapporto tra soggetto e habitat
Nikon D810; Laowa 15 mm; 1/160 sec; f/4,0; ISO 100.

Teleobiettivo

Perfetto per:

  • isolare il soggetto, ottenendo uno sfondo soffuso
  • comprimere lo sfondo
  • lavorare a distanza senza disturbare l’ambiente

Illuminazione: naturale o artificiale?

Luce naturale

Vantaggi

  • atmosfera realistica
  • colori morbidi
  • ombre naturali

 

Svantaggi

  • variabilità
  • vento e movimento della vegetazione
  • contrasti difficili da gestire

Flash 

Possono fare la differenza, soprattutto nel sottobosco.

Vantaggi

  • controllo totale della luce
  • possibilità di chiudere il diaframma per maggiore profondità di campo
  • congelamento del movimento, anche in caso di leggera brezza

 

Svantaggi

  • rischio di luce artificiale poco naturale
  • necessità di diffusori

Gli illuminatori continui offrono una soluzione intermedia, permettendo di modellare la luce mantenendo un aspetto più naturale.

Illuminatori

Illuminatore. Semplice da posizionare, controllando l’orientamento della luce.

Vantaggi

  • controllo visivo della luce
  • semplicità di gestione

 

Svantaggi

  • luce generalmente debole
  • necessità di porre l’illuminatore vicino al soggetto

Campanella Bianca. Inquadratura inconsueta, dal basso verso l’altro. La cosa più difficile è la messa a fuoco del soggetto, ovvero i pistilli, vista la posizione oltremodo scomoda. Nikon D810; Sigma 15 2,8 Fish Eye

Recent Work